Libertà in movimento: la motricità grossalana. Il triangolo di Pikler e la tavola di equilibrio.

Libertà in movimento: la motricità grossolana. Il Triangolo di Pikler e la Tavola di Equilibrio

Libertà in movimento: la motricità grossolana. Il Triangolo di Pikler e la Tavola di Equilibrio

Come ho raccontato nell’articolo dedicato al Gioco destrutturato, molto spesso amici e conoscenti, nonché i genitori che supporto presso lo spazio materno-infantile insieme alla mia cara collega ostetrica, mi chiedono consigli sui giochi e le attività da proporre ai bambini al fine di stimolare al meglio il loro sviluppo neurologico. Si pone quasi esclusivamente l’attenzione sulle attività che il bambino può fare da seduto e che riguardano perlopiù lo sviluppo cognitivo dimenticandosi e sottovalutando così l’enorme importanza dello sviluppo motorio.

Foto credit: Lorenza Pavesi

Non intendo dire che lo sviluppo cognitivo non sia importante, quanto piuttosto che il processo maturativo del bambino nei primi anni di vita comprende l’acquisizione sinergica di competenze e abilità motorie, cognitive, relazionali ed emotive.

Vedo bimbi, al di sotto del primo anno di vita, troppo spesso e per troppo tempo legati ai supporti più variegati: sdraiette, ovetti, seggiolini e seggioloni vari con altrettanti vari “riduttori” che hanno il compito di tenerli su dritti e composti, per non parlare di box, girelli, altalene ecc. ecc. ecc. Ciò non significa che tali supporti non possano tornare utili, ognuno fa uso di ciò che ritiene più comodo e opportuno per le proprie necessità e quelle del proprio figlio/a, ma è importante dedicare del tempo (molto tempo) alla “libertà motoria” dei piccoli in modo che possano allenarsi, sperimentare e consolidare i movimenti che li aiuteranno a crescere.

Alla domanda “Dove lo posso tenere quando è sveglio in modo che possa guardarsi intorno?” la mia risposta è quasi sempre “Spalmalo a terra!”: è sicuro, costa niente e gli permetterà piano piano di imparare a girarsi, strisciare, mettersi in ginocchio, alzarsi, camminare e infine correre, con i suoi tempi e a volte con le sue strambe strategie. 

Foto Credit: Francesca Fioretti

Motricità Grossolana e fasi di sviluppo

Stiamo parlando dell’abilità grosso-motoria (o motricità grossolana) che riguarda tutte le competenze richieste per il controllo dei muscoli più grandi delle braccia, delle gambe e del tronco e che è fondamentale per compiere buona parte delle attività quotidiane. Motricità grossolana e motricità fine, insieme, rappresentano tutta la serie di movimenti volontari di una persona coordinati dalla corteccia cerebrale.

La motricità grossolana è composta da:

  • Coordinazione, ovvero la capacità di eseguire i movimenti corporei in modo efficace.
  • Propriocezione, che è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e senza il supporto della vista.

Vediamo ora quali sono le varie fasi dello sviluppo grosso-motorio e come funzionano:

  1. Ruota dalla schiena al fianco
  2. Ruota sulla pancia 
  3. Ruota dalla pancia alla schiena
  4. Striscia sulla pancia
  5. Gattona
  6. Si mette seduto
  7. Si mette in ginocchio
  8. Si mette in piedi con appoggio
  9. Inizia a camminare senza sostegno
  10. Cammina con sicurezza

L'ordine di comparsa, sempre uguale per tutti i bambini, delle varie competenze è 1, 2, 3, 9, 10; significa che non vedremo mai un bambino che passa alla fase 3 saltando la fase 1 e 2. Mentre l’ordine di apparizione delle fasi 4, 5, 6, 7, 8 è soggettivo in ogni bambino. Le fasi 4, 5, 6, 7, 8 si manifestano sempre dopo la fase 3 e prima della fase 9. La fase 7 arriva sempre prima della 8; 5 e 6 si manifestano quasi nello stesso periodo. Per quanto riguarda le fasi 6 e 8 accade nel 10% dei casi si manifestano al contrario, ovvero il mettersi in piedi prima del mettersi seduto. Anche se la comparsa delle fasi rispetta un determinato ordine o delle regole di base, il “quando” è del tutto soggettivo, ogni bambino ha i suoi tempi ed è proprio il rispetto del tempo la chiave per lo sviluppo ottimale delle competenze.

Maria Montessori ed Emmi Pikler hanno scritto molto sull’importanza del naturale sviluppo motorio e anche di quanto sia “pericolosa” l’interferenza dell’adulto nel percorso di crescita.

Emmi Pikler e la libertà di movimento

Emmi Pikler, pediatra viennese nata nel 1902, sposa fin dal principio della sua carriera un approccio olistico per la cura della persona, in particolare sottolinea l’importanza del rapporto “rispettoso e significativo” con i bambini. Già negli anni '30 la Pikler consigliava ai genitori dei suoi piccoli pazienti di non ostacolare la libertà di movimento dei propri figli, ma soprattutto di non sollecitare posizioni o competenze troppo anticipate rispetto al loro naturale sviluppo. È importantissimo che il bambino sia lasciato libero di acquisire le abilità nel rispetto dei suoi tempi e senza forzature.

Il ruolo dell’adulto è di osservarlo e accompagnarlo, predisponendo lo spazio affinché sia sicuro e stimolante, ma senza forzature che avrebbero come unico risultato quello di creare frustrazione nel piccolo. Parliamo di sicurezza affettiva e dunque di un equilibrato senso di protezione che permette al bambino di vivere serenamente tutto il piacere e l’allegria derivante dal movimento.

Ricordate che tutte queste piccole conquiste e acquisizioni saranno il trampolino per sviluppare azioni fisiche complicate e minuziose.

Ma perché diamo tanta attenzione al movimento?

Come sosteneva la pediatra viennese, il movimento costituisce il primo mezzo di comunicazione con l’ambiente e con gli altri esseri umani ed è lo strumento con cui il bambino manifesta il suo vissuto emotivo. Non si tratta solo di un piacere funzionale, attraverso il movimento il piccolo si orienta nell’ambiente, esprime i suoi atti intelligenti, i suoi sentimenti e i suoi comportamenti sociali.

Se il movimento è libero il bambino impara a scoprire le sue capacità, apprende dalle continue scoperte, costruisce la sua immagine corporea. Più cresce la sua autonomia e più aumenta la sua autostima.

“Il bambino lasciato libero supera le varie fasi al proprio ritmo, diverso da quello di altri bambini, con sicurezza ed armonia” scrive la Pikler nel suo libro "Datemi Tempo". Da ciò possiamo dedurne che il bambino è attore del suo sviluppo psicomotorio. Certo sono diversi gli accorgimenti che l’adulto può prendere, ma sempre nel rispetto dell’autonomia del bambino. Oltre all’ambiente sicuro, al vestiario comodo, ecc. esistono molti strumenti e materiali che possono sostenere lo sviluppo psicomotorio anche in casa e quando non è possibile sfogarsi all’aria aperta.

Giocattoli che stimolano la motricità grossolana

Il Triangolo Pikler

Uno dei più famosi e consigliati, soprattutto nella fascia 0/3, è senza dubbio il Triangolo Pikler di Ette Tete che serve appunto a favorire il movimento, sperimentare e superare i propri limiti. Esso consente al tuo bimbo di praticare attività fisiche e sviluppare anche capacità decisionali. Ogni salita è un esercizio e un puzzle allo stesso tempo. Il tirangolo rende questa attività sicura e molto divertente per il tuo bambino. Lo trovi cliccando qui TRIANGOLO PIKLER CON RAMPA MODIFICABILE ETTE TETE

La Tavola d'equilibrio Wobbel

Anche la Tavola di Equilibrio o Wobble Board della Wobbel può essere un'utile alleata peresercitare l'equilibrio, la coordinazione, il controllo muscolare e la fantasia del tuo bimbo. La trovi qui in versione STARTER per bimbi più piccoli e in versione ORIGINAL e PRO con protezione in PET riciclato per bimbi più grandi! 

Il ruolo dell'adulto nello sviluppo dell'autonomia motoria

Se parliamo molto ai bambini li aiuteremo nella costruzione del linguaggio, mentre per favorire motricità, equilibrio e autonomia, dobbiamo lasciarli liberi di muoversi.  

Spesso la nostra paura che possano farsi male, soprattutto dopo che hanno iniziato a camminare e a fare cose spericolate, si trasforma in una serie di avvertimenti e privazioni che non gli permettono di sperimentare l’equilibrio e che spostano la concentrazione, ovvero il loro focus, su ciò che a noi provoca ansia e paura. Dobbiamo invece offrire ai bimbi la possibilità di crescere senza fargli subire la proiezione delle nostre emozioni. Ciò non significa lasciarli lanciare di faccia da un muretto alto il doppio della loro altezza, quanto offrirgli le nostre mani per permettere un’esperienza, per loro, letteralmente mozzafiato.

La presenza vigile dell’adulto è fondamentale per non correre pericoli, ma ricordiamoci che il rischio è un presupposto necessario per procedere nello sviluppo di capacità e di competenze. Questo è ciò che sostiene lo psicopedagogista Francesco Tonucci in un suo contributo del 2011 per UPPA:

È importante che l’autonomia dei bambini cresca con loro a partire dai primi giorni di vita e senza mai interrompersi: meglio una coperta del box, perché dalla coperta si può uscire e dal box no; più tardi uscirà dalla porta di casa per giocare sulle scale o sul pianerottolo, poi in cortile, poi sul marciapiedi e poi sempre più lontano man mano che le sue capacità glielo permetteranno.

Movimento e linguaggio

Abbiamo detto all’inizio che lo sviluppo del bambino è una sinergia complessa tra abilità e competenze psichiche e motorie ed è a tale sinergia che è strettamente legato lo sviluppo del linguaggio. Tutte le attività di coordinazione dei movimenti, e alcune capacità tra cui la postura e l’equilibrio, sono fondamentali per i processi di apprendimento futuri legati allo sviluppo del linguaggio e delle capacità di scrittura e lettura.

Capita spesso che nei bambini con difficoltà di linguaggio si presenti contemporaneamente una difficoltà motoria, ad esempio se il bambino non ha gattonato, o ha iniziato a camminare molto tardi, ha anche esplorato in ritardo il mondo intorno a sé e di conseguenza tutte le esperienze necessarie per lo sviluppo cognitivo e linguistico sono state posticipate.

Che grande responsabilità stiamo affidando al movimento!

Attraverso le conquiste della motricità il bambino non solo impara a muoversi ma “impara ad imparare”, coltiva la sua autostima, sperimenta, prova interesse e sempre nuove emozioni, impara a conoscere se stesso, il suo corpo e di conseguenza il corpo degli altri. Tali competenze sono fondamentali nella costituzione della sua identità unica e irripetibile.

IN MOTU VITA EST…forza grandi e forza piccini!!

A cura di Selenia D'asaro

Mamma, Pedagogista e Consulente di Babywearing

Commenti

  • Mi piace molto la idea di questo triangolo. Si adatta bene ai bambini di diverse fasce d’età. Inoltre, i miei figli si divertono molto e giocano con il triangolo di Pikler. Il mio bambino più piccolo raggiunge solo il primo gradino, ma più si esercita e più va in alto.

    Roberto Beretti in data

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